Tratto dall'opuscolo di Antonio Faleschini (Osoppo 1897-Gemona 1979) : "Pagine di storia , La difesa di Monte Festa" del 1926.

Il monte Festa è un dosso alpestre staccantesi a circa 1000 m dalle pendici settentrionali del monte S. Simeone (m.1500) e dominante a nord-est ed a nord-ovest rispettivamente la confluenza del Fella e del But nel  agliamento, a sud-ovest il lago di Cavazzo, mentre a sud-est lo stesso San Simeone e a sud il Brancot gli impediscano la visuale sulla pianura friulana. Le opere di fortificazione del monte Festa vennero iniziate nel 1910, ed all'epoca di cui si narriamo, il forte non ancora ultimato, era già stato posto in istato di disarmo, disarmo che aveva particolarmente intaccato il munizionamento. Erano invece in efficienza le due batterie da 149 con i relativi servizi di riservette e passaggi in caverna, elevatori, ecc. Mancava completamente qualsiasi opera per la difesa vicina : non una trincea, non un reticolato, non uno spalto, non un appostamento per armi portatili. Il forte infatti era stato ideato per un'offesa a distanza e non già per un compito di prima linea. Il 26 ottobre 1917 e cioè quando già era in corso la ritirata di Caporetto, il capitano di complemento ingegnere <strong>Riccardo Noël Winderling</strong> per ordine del comando di artiglieria del XII corpo d'armata lasciava il comando di un gruppo d'artiglieria sul Pal Piccolo per assumere quello del forte di Monte Festa, con l'incarico di porlo rapidamente in efficienza onte opporre al nemico la più tenace resistenza durante il ripiegamento delle truppe della Zona Carnia.

il 30 Ottobre alle ore 10.50, appena avuta comunicazione dall'osservatorio di forcella Amariana che i ponti di stazione per la Carnia e Tolmezzo sono stati fatti saltare dalle nostre truppe ripieganti e che il nemico sta concentrandosi a stazione per la Carnia, il forte apre il fuoco in base ai dati teorici di tiro, essendo il tiro diretto impedito tuttora dalla nebbia.

Obiettivi principali sono Stazione per la Carnia, il ponte sul Fella, il ponte di Tolmezzo, la stretta di Sompave e La Maina. Col ripiegamento delle nostre truppe sulla destra del Tagliamento, il forte viene a trovarsi in primissima linea. La 26a, la 36a e la 63a Divisione sono schierate ai fianchi e a tergo. Ad Alesso prende quartiere il Comando della 63a che si pone in comunicazione col forte. Ad esso il forte ripete le richieste già precedentemente dirette al Comando del XII Corpo d'Armata.