In Friuli, durante la Prima Guerra Mondiale, il tratto di fronte che correva dal monte Peralba (Sorgenti del Piave) al Montemaggiore (Sorgenti del Natisone), comprendente le Valli dell’alto tagliamento, del Degano, del But e del Fella, costituiva un elemento a sé stante, conosciuto con il nome di "Zona Carnia", posto alle dirette dipendenze del Comando Supremo. Il valore strategico di tale settore derivava dal fatto che essendo l’anello di congiunzione tra le Armate schierate alla sua sinistra (Cadore e Trentino) e quelle alla sua destra (prealpi Giulie e Carso), costituiva lo sbarramento al nemico per l’ingresso nelle valli considerate, dallo Stato Maggiore di Vienna, le porte principali per l’invasione dell’Italia.

A sostegno di tale strategia, già dagli inizi del ’900 venne costruita una catena di opere militari che assunse il nome di Fortezza Alto Tagliamento o Ridotto Carnico che comprendeva i forti di: Chiusaforte, Monte Festa, Osoppo e Ospedaletto “Monte Ercole”.

La "Zona Carnia", in cui vennero dislocati agli inizi della guerra 31 battaglioni, di cui 16 alpini, e varie unità di artiglieria e del genio, vide aspri combattimenti nella zona montana del settore Bût, dal Monte Peralba al Monte Cullar (Monte Avanza, Monte Coglians, Pal Grande, Pal Piccolo, Freikofel, Monte Zermula e Passo Lanza). I vari reparti Alpini ­ tra cui 2 battaglioni a reclutamento locale, il Tolmezzo e il Val Tagliamento ­ contesero e difesero le cime delle montagne anche grazie al prezioso supporto delle portatrici Carniche, fino alla fine di ottobre 1917, data in cui, in conseguenza alla 12a battaglia dell’Isonzo "disfatta di Caporetto", si assistette all’eroico episodio per cui tutt’ora è conosciuta la fortezza del Monte Festa, e all’altrettanto eroica difesa operata dai reparti italiani in Val Resia.

Link per approfondimenti
Museo grande guerra timau
Amici della fortezza di Osoppo
Portatrici Carniche
Carnia
Itinerari della grande guerra