Aeroporto di Cavazzo Carnico

Già nel gennaio del 1915, visto come spiravano i venti di guerra, lo Stato Maggiore della neonata Aeronautica pensò di costruire una serie di campi di volo lungo il confine del Friuli Venezia Giulia e di tutto l'arco alpino. I prati dovevano essere privi di dossi, muri e avvallamenti, mentre la pendenza non doveva superare il 10%. Inoltre dovevano essere abbastanza spaziosi per permettere agli aerei di atterrare in sicurezza nonostante fossero sprovvisti dei freni alle ruote. Dopo vari sorvoli e visite, in aprile, un mese prima di entrare in guerra, la piana di Cavazzo “del suo fondovalle di Cuel Feltron è lungo 7 chilometri” venne individuata come lo spazio ideale per questo tipo di attività.

Vennero costruiti una decina di hangar e il 18 gennaio del 1916 venne costituita la 4^ squadriglia di Ricognizione e Combattimento sui nuovi biplani Farman MF11 comandata dal capitano Umberto Venanzi.

L'aeroporto di Cavazzo ebbe un ruolo bellico molto intenso fino all'offensiva austro ungarica dell'ottobre 1917. I suoi principali obiettivi strategici erano contrastare le sortite degli aerei austriaci che entravano in Italia a bombardare e “spiare” la provenienza del tiro delle artiglierie austriache.